La Gatta Sul Tetto

12 gennaio 2011

come stai?

Filed under: Blog Notes — lagattasultetto @ 5:32 pm

“Come stai?”
“bene”

Quante volte facciamo questa domanda e otteniamo questa risposta, o rispondiamo anche se non è vero, semplicemente perché non ci va di tediare chi ci ascolta con i nostri guai, grandi o piccoli?
Perché magari pensiamo che i nostri momenti di sconforto non siano interessanti, perché pensiamo che in fondo i bambini dell’africa muoiono di fame e noi stiamo tutto sommato bene in salute quindi perché lamentarci.
E poi se per caso, in un momento di distrazione, rispondiamo che non va tutto bene ma che…e via a elencare qualche guaio, problema, preoccupazione, ci ritroviamo d alzare lo sguardo e ci sentiamo immediatamente in colpa vedendo l’espressione fra il vuoto e il seccato del nostro interlocutore mentre si domanda “ma perché glielo ho chiesto? in fondo machissenefregadicomestaquesto?”.

Questa la racconto sempre utlimamente

una mattina mi sveglio con un attacco di cervicale e quando sto male mi viene sempre la nausea e finsice che (scusate il dettaglio, ma è così) vomito.
Passo così la mattina e alla fine sono uno straccio, debole e completamente disidratata
Ma siccome ho una cosa da fare in ufficio che ho promesso, siccome a pranzo riesco a mangiare mezzo piatto di riso in bianco e bere mezzo bicchiere d’acqua, decido che in ufficio ci vado lo stesso.

entra in stanza un collega

“come stai?”
“beh, insomma, ho passato tutta la mattina a vomitare…”
“bleah, che schifo! [sic]“
(visto che ti fa schifo entro in dettagli) “si, si pensa, stavo così male che vomitavo addirittura l’acqua…capisci…bevevo un bicchiere d’acqua e… correvo a vomitare…poi ho provato con il cibo solido, ma…stessa fine…tutta-la-mattina-a-vo-mi-ta-re!”
“bene…come stai?”

silenzio…io e la compagna di stanza ci guardiamo begli occhi…te l’ho appena detto…
“beh, a parte questo…bene grazie…”
“si, allora dovresti fare questo, poi quello, poi quell’altro”

Le gente normalmente non ascolta e anche se sembra farlo, nella maggior parte dei casi non è interessata a quello che diciamo.
E spesso lo facciamo anche noi, perché lo so che tutti quanti ora ci immedesimiamo negli incompresi da amici e conoscenti, che nessuno di noi sta pensando alle volte in cui si è comportato come il mio collega, ma piuttosto alle volte in cui si è sentito solo.

Quante volte vediamo che c’è un amico, un collega, un vicino in difficoltà, magari anche piccola, magari è solo un momento difficile e scegliamo di ignorarlo, o magari spettegoliamo con un altro amico o collega o semplicemente…facciamo finta di niente?

Non è indispensabile fare il missionario per cambiare la giornata di qualcuno, non è indispensabile fare un bonifico anonimo a chissà chi possibilmente lontano per sentirsi in pace con la propria coscienza, certi che comunque nessuno verrà mai a turbare la nostra pace.

Basterebbe poco, e lo dico per prima a me stessa, basterebbe chiedere a qualcuno “come stai?”e poi mettersi lì ad ascoltarlo, senza rilanciare ai suoi guai con i nostri, dando un parere se lo abbiamo, ma anche semplicemente ascoltando.
Per quanto drammatica, difficile o anche solo terribilmente noiosa possa essere la storia che ha da raccontare.

15 commenti »

  1. hai ragione!

    Commento di fab — 12 gennaio 2011 @ 6:57 pm | Replica

  2. Hai davvero ragione, basterebbe pensare solo 5 minuti al giorno al benessere altrui, senza pensare tutto il santo giorno solo a noi stessi…

    Commento di Robba12 — 12 gennaio 2011 @ 7:08 pm | Replica

    • Capitano!!! Ma chi si rilegge!!!
      Avevo visto su fb che sei tornato anche tu su questi schermi!!!

      Commento di lagattasultetto — 12 gennaio 2011 @ 10:20 pm | Replica

  3. sono d’accordo su tutto … dal fatto che chi ci chiede ‘come stai?’ in realtà non è interessato ‘veramente’ al tuo stato (d’animo e/o fisico) … al fatto che spesso, anche io, non sto veramente sintonizzata sulla risposta (anche se, devo ammettere, che difficilmente mi succede se sono stata io a chiederlo!) … detto questo … devi convenire che ci sono persone che, a prescindere da come stanno realmente, ogni giorno hanno un ‘valido’ motivo per stare male … il che, dopo un po’, diventa veramente estenuante …
    tanto per non fare nomi, stamattina mi ha chiamato la compagna di banco:
    lei: sei pronta con il tappeto rosso per domani?
    io: perchè?
    lei: torno!!
    io (in tono scherzoso): davvero??? ecchepppalle!!
    lei: ma come (ahi) … io torno anche se sto male (ahi, mannaggia ‘sto piede) … e tu (ahi, ahi, che dolore) non sei contenta???
    io (in tono ‘scherzoso’ ma deciso): l’importante è che non torni per lamentarti … se stai ancora male, stattene a casa …
    sono stata ‘ignorante’?? ‘strana’??? … forse, ma passare 5 ore così, credimi, è pesante … domani è per il piede, ieri era per la vista, l’altro ieri per la cervicale … il tutto farcito con incaSSature varie prese con i relativi figli, marito, sorella, badante della mamma, etc …
    riguardo alla persona che ha chiesto a te ‘come stai’ … beh, sono sicura che se gli avessi detto che eri appena tornata da un’operazione a cuore aperto, avrebbe reagito allo stesso modo … lo sai, non è umano!!

    Commento di Lilla ... — 12 gennaio 2011 @ 9:36 pm | Replica

    • devo dire che non mi piacerebbe proprio lavorare gomito a gomito con un disco rotto..malgrado l’affetto, la comprensione etc…dopo un pò scatta la molla!!

      Commento di fab — 12 gennaio 2011 @ 10:02 pm | Replica

      • lavoro in stanza con lei da 5 o 6 anni … ed è sempre stata così … le voglio bene, sul serio, ma ormai ho raggiunto il livello di guardia … basta un niente per farmi scattare …
        la gatta può confermare che non sto dicendo bugie … e lei la sente solo di sottofondo quando io e la gatta ci parliamo al telefono …

        Commento di Lilla ... — 12 gennaio 2011 @ 10:10 pm

    • Lilla so bene di chi e cosa parli. Il fatto è che lei ormai secondo me non si ascolta più nemmeno da sola…..
      E il lamentarsi tanto per riempire il vuoto dovrebbe rientrar. Fra le molestie… :-)

      Commento di lagattasultetto — 12 gennaio 2011 @ 10:18 pm | Replica

      • aggiudicato: lamentele quotidiane = molestie!!! :-)

        Commento di Lilla ... — 12 gennaio 2011 @ 10:29 pm

  4. Ti capisco benissimo Lilla…ho un’amica a cui voglio anch’io bene, è la testimone di nozze del coinquilino, ho battezzato il figlio, ma dopo 20 anni sono satura… la cervicale, la tiroide, l’ernia jatale e due ernie discali, il nodulo, l’occhio, l’allergia, i turbinati…ho tentato in tutti i modi di distoglierla dalle sue fisse, ma dopo tre minuti torna a parlarmi di…che ti devo di? porto pazienza…anche se a volte m’incavolo di brutto..(quando ho avuto la polmonite mi telefonava per sapere come andava e dopo tre secondi mi aggiornava sulla sua distorsione, il blocco muscolare etc) :-) credo sia una questione di solitudine e di depressione.

    Commento di fab — 12 gennaio 2011 @ 10:19 pm | Replica

    • brrrrrrrrrrrr … mi vengono i brividi!!! quelle rare volte che sono stata male io e lei mi ha chiamato per sapere come stavo, non ha nemmeno ascoltato la risposta e mi ha detto: ‘ah, vabbè, dai che non è niente di grave’ … ma perchè, uno deve stare con le budella in mano per poter dire che è grave???’
      come dice la gatta … lei, è la prima a non ascoltarsi più!!

      Commento di Lilla ... — 12 gennaio 2011 @ 10:32 pm | Replica

  5. Giulia, adesso stai meglio rispetto ai malesseri di stamattina?

    Commento di fab — 12 gennaio 2011 @ 10:21 pm | Replica

  6. E’ una delle classiche domande che prevede una risposta implicita, secondo me fa leva su un “senso di colpa” che si genera se si risponde “di merda grazie, e tu ? avevi da chiedermi qualche cosa ?”.

    Infatti in genere segue proprio quello che dici tu, allora, visto che stai bene fai ….

    Ciao e ben tornata
    Daniele

    Commento di daniele — 15 gennaio 2011 @ 2:12 pm | Replica

  7. 1)Alcune persone sono talmente piene di se che l’altro è solo un interlocutore…muto
    2)Alcune persone dicono “come stai” alla stregua di “buon giorno”
    3)Alcune persone ti considerano così Wander Woman che non possono credere Tu possa stare male, quindi pensano lo stia dicendo solo per sembrare meno “Wonder”
    4)Altre godono nel saperti meno Wonder, ma non potendolo palesare con sorrisetti e “zompi” di gioia, si limitano a non ascoltarti
    5)Altri non ti ascoltano perché distratti dal pensiero di quale look indossassi per l’occasione

    Poi ci sono quelli che ti vogliono bene e ti scrivono qui.
    Adesso come stai?
    Un abbraccio.

    P.S.
    Hai provato col “rantolo”? Sdraiata sul letto ripetendo “AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH, MUOOOOOOOIOOOOOOOOOO” aiuta a far andare via il male, tipo un mantra…aiutato da tre optalidon! Provare per credere! Io ho “esercitato” proprio ieri!

    Commento di kali — 19 gennaio 2011 @ 12:53 pm | Replica

  8. Diciamo che la mia risposta a questa domanda è solitamente altrettanto vuota, asettica e soprattutto cio’ che la persona che la rivolge si aspetta di ricevere = bene grazie
    Bene grazie anche se e’ al contrario, anche se e’ abbastanza o potrebbe andare meglio che a pensarci bene sono altrettante risposte vuote coem quella sopra citata.
    Ci sono poi dei rari casi in cui sai che la persona che ti rivolge questa domanda e’ realmente interessata a sapere il tuo stato d’animo, di salute o semplicemente le va di parlarne e allora, solo in questi casi, mi concedo del tempo che so sara’ ben speso.
    Un caro saluto
    Dona

    Commento di Dona — 20 gennaio 2011 @ 1:18 pm | Replica

  9. COme dice Kali, per molti è come dire buongiorno… Però concordo nel sentire un certo fastidio quando mi chiedono “come stai”, o mi fanno qualunque altra domanda, tipo “dove sei stato”, “da dove vieni”, “che hai fatto la scorsa settimana” e poi prima ancora che cominci a parlare si distgraggono e si girano altrove, o ti interrompono…
    E che ci vuoi fare, mica te la prenderai per così poco!

    Commento di paperi si nasce — 21 gennaio 2011 @ 12:20 am | Replica


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